Editor a blocchi: scomporre il manoscritto in moduli
L'editor a blocchi è il pane che scompone un testo in moduli: capitoli, sezioni, scene o passi argomentativi che puoi rinominare, spostare e riscrivere uno per uno, per poi riesportarli in un file. È lo strumento per guardare la struttura di un manoscritto senza riscriverlo. Questa guida spiega come si entra, cosa fa la suddivisione, come si lavora sui moduli e cosa resta della formattazione.
Perché scomporre in moduli
Un manoscritto è un blocco unico: per capire dove perde ritmo bisogna leggerlo tutto. Scomposto in moduli, la stessa opera mostra i suoi pezzi — quanto pesa ogni capitolo, dove una scena si allunga, quale passaggio arriva troppo tardi. I moduli sono ritagli esatti del testo: il modello non riscrive nulla, decide solo dove tagliare, quindi quello che leggi nel modulo è esattamente quello che hai scritto.
La scomposizione non è un'analisi: non interpreta e non giudica il testo. Serve a metterlo in ordine davanti agli occhi.
Come si entra nel pane
I blocchi sono una libreria del progetto, come plot e moodboard. Si entra in due modi:
- Importa in blocchi, dal menu Strumenti → Struttura con un file aperto: crea un blocco nuovo legato a quel file e apre il pane da solo. È la direzione inversa di «Esporta nell'editor».
- Dai blocchi del progetto: il picker elenca i blocchi già esistenti e i file del progetto. Scegliendo un file che ha già il suo blocco, lo riapre; scegliendone uno senza, ne crea uno nuovo.
Nel pane non c'è nessun caricatore di file: mentre lavori sui moduli non importi altro materiale. L'importazione di un manoscritto resta nella scheda File.
Suddividi in moduli
Con un file collegato, Suddividi in moduli avvia un job: il modello riceve l'elenco dei paragrafi e restituisce i confini dei moduli con un titolo e un tipo (capitolo, sezione, scena, argomento, concetto, digressione, introduzione, conclusione, nota). I moduli sono i ritagli tra quei confini. Sui manoscritti molto lunghi la suddivisione procede a finestre e le parti oltre il tetto vengono accorpate senza modello, con un avviso nel pane.
Il costo dipende dalle parole: 1 credito ogni 1.000 parole, con un minimo di 6 crediti per suddivisione. Se il job fallisce, i crediti vengono rimborsati.
Lavorare sui moduli
Ogni modulo si comporta come una scheda del testo:
- Titolo e testo sono modificabili inline: il titolo è un'etichetta di lavoro, il testo è il contenuto che verrà esportato.
- Riordino con le frecce ↑/↓ oppure trascinando dalla maniglia del modulo: l'ordine è quello che finisce nel file esportato.
- Comprimi ed espandi ogni modulo, oppure l'intera lista con «Espandi tutto» e «Chiudi tutto».
- Aggiungi modulo crea una bozza vuota in cima alla lista, per annotazioni tue che non vengono dal testo importato.
- Elimina chiede conferma e non tocca il file di origine: il blocco è una vista di lavoro, il manoscritto resta intero.
I comandi della barra compaiono quando servono: con moduli presenti valgono aggiungi, esporta, espandi e chiudi; su un blocco vuoto valgono aggiungi, suddividi e nuovo blocco.
La formattazione
I moduli sono campi di testo semplice, ma la formattazione del documento di partenza non si perde: a ogni modulo resta agganciata l'istantanea HTML del pezzo che gli corrisponde, e l'esportazione la rimette a posto. Grassetti, corsivi, sottolineature e a capo dentro il paragrafo tornano nel file esportato.
Due avvertenze. Se riscrivi il testo di un modulo, quel modulo perde l'istantanea: il nuovo testo è tuo e viene esportato come paragrafo pulito. E l'istantanea esiste solo se il file di partenza è stato importato con la sua formattazione: i documenti Word importati prima della versione 1.49.0 sono entrati come testo puro, quindi per recuperare grassetti e corsivi vanno reimportati e risuddivisi.
L'allineamento non è una proprietà del modulo: è la vista del documento (allineato a sinistra, centrato, giustificato) e i moduli la seguono, come il file che ne nasce.
Esportare nell'editor
Con Esporta nell'editor i moduli diventano un file: scegli se creare un file nuovo (o un progetto nuovo) oppure scrivere in un file esistente. Nell'editor standard ritrovi il testo impaginato con i titoli dei moduli, lo storico delle versioni e l'export in RTF, TXT, MD e HTML. Da lì puoi analizzarlo, correggerlo e prepararlo per la stampa.
Un progetto può avere più blocchi: uno per ogni file scomposto, con nome proprio. Si rinominano, si duplicano e si eliminano dalla scheda del progetto, come plot e moodboard. Un progetto creato dai soli blocchi non ha file finché non esporti.
Errori comuni
- Riscrivere il testo nei moduli: il modulo perde la formattazione originale; se vuoi conservarla, sposta e rinomina senza toccare il contenuto.
- Confondere il blocco con il file: il blocco è una vista di lavoro, il manoscritto resta nel file di origine finché non esporti.
- Cercare il caricatore nel pane: l'importazione si fa dal menu Strumenti o dal picker dei blocchi, non dentro il pane.
- Rifare la suddivisione senza motivo: ogni suddivisione è un job a consumo; sul testo già scomposto conviene lavorare sui moduli.
- Usare i blocchi come correzione: qui si sposta e si riorganizza; refusi e grammatica sono un'altra operazione.
In sintesi
L'editor a blocchi trasforma un manoscritto in una lista di moduli ordinabili, senza mai riscriverne il testo. Importi un file, suddividi in moduli, lavori sulla struttura e riesporti nell'editor con grassetti e corsivi al loro posto: un modo rapido per vedere — e cambiare — la forma di un'opera prima di entrare nel merito delle frasi.
Guarda la struttura, non solo le frasi. Importa un manoscritto, scomponilo in moduli e riordinalo in pochi minuti.
Prova ChronoEditor gratis