Sceneggiatura: dal racconto alle scene
Il pane Sceneggiatura prende un racconto e ne fa scene: ognuna con la sua intestazione (INT./EXT. LUOGO - MOMENTO), i personaggi che vi compaiono, una sintesi e il testo in forma di copione — azione al presente, nome del personaggio in maiuscolo, battuta. È lo strumento per chiedersi che cosa diventa una storia quando deve essere vista invece che letta, e per consegnare a chi scrive per lo schermo una base ordinata. Questa guida spiega da dove parte il testo, cosa fa la conversione, come si rifiniscono le scene e come si esporta il risultato.
Perché convertire in scene
Un racconto può funzionare benissimo sulla pagina e non reggere la messa in scena: troppe cose accadono nella testa dei personaggi, i luoghi si moltiplicano, i dialoghi diventano riassunti. Diviso in scene, il testo mostra ciò che il lettore non vede — quante scene servono davvero, quante hanno lo stesso posto e lo stesso momento, dove la storia si racconta invece di accadere.
È anche una verifica di adattabilità: per un editor o un'agenzia è un modo rapido per capire se un manoscritto ha una struttura che tiene fuori dalla pagina, senza scrivere un trattamento.
La conversione non inventa e non taglia la storia: la stessa vicenda, gli stessi personaggi, lo stesso ordine. Cambia la forma — da prosa a scene.
Come si entra nel pane
La sceneggiatura è una libreria del progetto, come plot, moodboard e blocchi: un progetto può contenere più sceneggiature, ognuna con un nome, e le ritrovi nella scheda del progetto dove si rinominano, si duplicano e si eliminano. I punti d'ingresso sono quelli degli altri strumenti:
- la card Sceneggiatura nella home dell'app;
- il menu Strumenti → Struttura → Sceneggiatura con un progetto aperto;
- l'azione Sceneggiatura nella scheda del progetto, che apre il selettore con le sceneggiature già esistenti e la voce per crearne una nuova;
- l'indirizzo diretto
#app/screenplay.
Da dove parte il testo
Una sceneggiatura nasce da un racconto, e il racconto si sceglie in due modi:
- Importa un file: carichi un documento (TXT, MD, RTF, DOC, DOCX, PDF). Il testo entra nel progetto come file, quindi resta visibile nell'editor, si analizza come gli altri e l'origine sopravvive al ricaricamento della pagina.
- Importa dal progetto: scegli un file che è già lì, senza caricare nulla. Si apre un elenco dei soli file del progetto — qui si sceglie un testo, non un progetto.
Il testo non viene copiato nella sceneggiatura: o vive nel file del progetto, o vive nelle scene già convertite. Se il file di origine cambia, la conversione già fatta resta quella che hai rifinito tu.
La conversione
Converti in sceneggiatura avvia un job: il modello legge il racconto e restituisce le scene. Sui testi lunghi la conversione procede a finestre, tagliate solo fra un paragrafo e l'altro, e le scene delle finestre si concatenano nell'ordine del racconto. Oltre il tetto di finestre la prima parte viene convertita e il pane te lo dice con un avviso: per il resto si riparte da un file più corto.
Il costo dipende dalle parole, con un minimo per conversione:
| Parole del racconto | Crediti |
|---|---|
| Fino a 4.000 | 8 |
| 20.000 | 40 |
| 60.000 | 120 |
| 120.000 | 240 |
La conversione costa più della scomposizione in moduli perché il modello riscrive: trasforma la prosa in azione e battute, non ritaglia il testo esistente. Se il job fallisce, i crediti vengono rimborsati.
Com'è fatta una scena
Ogni scena ha quattro parti, tutte modificabili:
- Intestazione: interno o esterno, luogo e momento della giornata. Il luogo resta pulito — niente
INT.ripetuto né «giorno» attaccato al nome del posto: le due informazioni stanno nei campi giusti e compongono l'intestazione. - Personaggi: chi compare nella scena. Servono a leggere la storia per presenze — chi c'è, chi manca, chi torna.
- Sintesi: una riga su cosa accade, per scorrere la scaletta senza leggere tutto.
- Testo: il copione vero e proprio.
Nel testo i blocchi si separano con una riga vuota. Se il primo rigo di un blocco è tutto maiuscolo, è un nome di personaggio e quello che segue è la sua battuta; una riga fra parentesi è un'indicazione di recitazione; tutto il resto è azione. È la stessa convenzione usata dall'esportazione, quindi quello che leggi nel pane è quello che finisce nel file.
Lavorare sulle scene
- Aggiungi scena crea una scena vuota da riempire a mano.
- Sposta una scena con le frecce su e giù: l'ordine è quello che verrà esportato.
- Espandi tutto e Chiudi tutto passano dalla scaletta compatta — intestazione e sintesi — alla lettura integrale.
- Elimina toglie la scena dalla sceneggiatura, senza toccare il racconto di origine.
Quando la sceneggiatura ha scene, i comandi di avvio (converti, importa, nuova) scompaiono: restano solo quelli che agiscono sul contenuto, con l'esportazione per prima. Per ricominciare da capo si crea una sceneggiatura nuova dal selettore del progetto.
Il testo della scena si legge come una pagina, non come un editor dentro una scatola: nessuna cornice, tutta la larghezza, l'altezza la decide il contenuto e a scorrere è la pagina — con i due comandi di salto in cima e in fondo quando la sceneggiatura si allunga.
Esportare nell'editor
Esporta nell'editor trasforma le scene in un file: puoi creare un file nuovo (o un progetto nuovo) oppure scrivere in un file esistente. Il testo arriva impaginato come una sceneggiatura — il nome come titolo, ogni intestazione di scena come sottotitolo, azione e battute nei paragrafi, il nome del personaggio in evidenza — pronto per l'export in RTF, TXT, MD e HTML, per la correzione e per il prepara stampa.
Da lì la sceneggiatura entra nel flusso normale dell'editor: versioni, analisi, rilievi e report lavorano sul file esportato come su qualunque altro testo.
Condividere le scene
Dalla barra della sceneggiatura, Condividi pubblica una copia in sola lettura delle scene: intestazioni, personaggi, sintesi e testo, impaginati come nel pane. Chi apre il link legge e scorre, e nell'ordine pubblicato non si sposta niente: maniglie, frecce e cestino non ci sono. È uno snapshot, e si ritira quando vuoi.
Errori comuni
- Aspettarsi una copia identica: la conversione riscrive in forma di copione. La fedeltà è su eventi, personaggi e ordine, non sulle singole frasi.
- Ricaricare lo stesso file per correggere una scena: la conversione è un job a consumo; le scene già ottenute si rifiniscono a mano, nel pane.
- Rifare la conversione su tutto il manoscritto quando ne basta una parte: conviene lavorare su un file più corto, così il costo resta basso e l'avviso di testo lungo non compare.
- Usare il pane come correzione: qui si cambia la forma della storia; refusi e grammatica sono un'altra operazione.
- Dimenticare l'origine: importando un file, il testo diventa un file del progetto — è una cosa voluta, ma significa che lo ritrovi anche nella scheda File.
In sintesi
Il pane Sceneggiatura porta un racconto fuori dalla pagina: un file o un testo del progetto diventa una lista di scene con intestazione, personaggi, sintesi e battute, che si riordinano e si rifiniscono come una scaletta. Serve a capire che cosa tiene la storia quando deve essere vista, e a consegnare una base di lavoro a chi scrive per lo schermo.
Guide collegate: editor a blocchi, il manoscritto in moduli · analisi narrativa: trama, personaggi e continuità · plot editor e timeline narrativa.
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